Sanremo prima di Sanremo: storia del mio percorso con Welo, tra tecnica e verità
- xdanielaromano
- 1 giorno fa
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Sanremo, ogni anno, riesce a fermare l’Italia. Succede solo quando si giocano gli europei o i mondiali di calcio. Ma per fortuna Sanremo non passa dagli spareggi e nel bene o nel male ogni anno ci si ritrova a commentare i vestiti dei presentatori e si giudicano le scelte estetiche. E forse, si ascoltano poco le canzoni.
Eppure, questo Sanremo per me ha un sapore diverso. Più vero. Più personale.
È iniziato tutto nel 2025 con una semplice telefonata. Una richiesta di supporto per preparare Welo nel suo percorso che lo avrebbe portato a Sanremo Giovani. Uno stile musicale relativamente nuovo per me, che mi ha però ricordato una verità fondamentale: la tecnica non ha stili. La tecnica è studio, disciplina, consapevolezza. È la base di tutto. Quindi, al lavoro per preparare un giovane rapper ad esibirsi per realizzare il suo sogno!
Nel rispetto di un rigoroso patto di riservatezza ho accettato di affiancare Welo, giovane, ma profondamente determinato a superare i propri limiti. Prova dopo prova, superando tanti momenti duri per poi ripartire. Abbiamo affrontato insieme un percorso intenso, fino ad arrivare alla finale di Sanremo Giovani.
Il confronto era con una straordinaria Angelica Bove, con una canzone dal sapore forse più “sanremese”. Perchè Emigrato di Welo racconta qualcosa di diverso: la vita vera. La nonna che tramanda valori, il vino come simbolo di convivialità, i trattori al posto dei grattacieli, il lavoro in nero come realtà quotidiana. Non c’è filtro, non c’è finzione: solo frammenti autentici di esistenze vissute, spesso scomode.
Infatti Welo non porta sul palco solo musica. Nei suoi videoclip coinvolge ragazzi dei quartieri popolari di Lecce, dà spazio a volti e storie che raramente trovano rappresentazione. Il suo è un approccio sociale molto forte, perchè sincero.
Ed è proprio per questo che sono felice di averlo supportato.
Sembrava tutto finito dopo l'eliminazione in finale per approdare a Sanremo. Ma la musica è cosi. La devi ascoltare, perchè lei ti parla...attraverso le sue note. E quando ho saputo che Welo avrebbe firmato la sigla di Sanremo, sono stata felice. Per lui e per me. Perché, in fondo la sua musica racconta la storia di ognuno di noi: la fatica di inseguire un sogno nella terra in cui siamo nati, una terra che a volte fatica a riconoscere il valore di chi la vive davvero.
Questo è stato il mio Pre...Sanremo.
Un percorso fatto di tecnica, lavoro, emozioni e verità. Un percorso che auguro a Welo di portarlo avanti per tantissimo tempo
W Welo.




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